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Antonio Nunziante nasce a Napoli nel 1956, prodigio dell’ arte sperimenta la pittura ad olio a soli otto anni. Alle scuole dell’ obbligo seguono la maturità artistica e l’ accademia di Belle Arti. Nel ’75 inizia la sua carriera di pittore professionista. Si trasferisce stabilmente nella provincia di Torino, si specializza in restauro a Firenze, frequenta i musei italiani ed europei e si innamora dei capolavori di Rembrandt e Vermeer. Inizialmente la sua pittura si divide tra momenti puramente figurativi espressi in nature morte, paesaggi e nudi di donna ad altri più surreali, ispirati ai mondi fantasy di Boris e le visioni di Dalì. In alcune opere appare la componente romantico – metafisica come in Bocklin e in de Chirico. Nell’ ’83 l’America incontra l’ opera di Nunziante agli Artexpo di New York e Los Angeles. Frequenta lo studio di Riccardo Tommasi Ferroni e nell’ ’85 espone a Spello con Pietro Annigoni. Gli anni ottanta sono anche gli anni della sperimentazione, lo testimoniano alcune opere di carattere puramente concettuale firmate con lo pseudonimo di Rascal Babaloo. Tre biennali di Bergamo tra l’86 e il ’90 e sempre nel ’90 è Tokyo ad ospitarlo con una personale. Ancora New York nel ’91 e Firenze nel ’92. Accompagnato da successo di critica e dalla stima dei galleristi, Nunziante procede con la sua ricerca pittorica e trova in questi anni alcune ‘Nature Silenti’ capolavoro di sempre dal sapore fiammingo, testimoniate nella prima vera monografia stampata nel ’94. Nella mostra ‘Il Valore della Figura’ del ’96 presenzia con due opere tra i più grandi del ‘900 italiano: Bueno, Cascella, De Chirico, Guttuso, Modigliani, Morandi, Marino Marini, Severini e Sironi per citarne solo alcuni. In questi anni il romanticismo, la metafisica e il simbolismo sono gli elementi che caratterizzano e plasmano l’ opera del maestro. Nascono le ‘Farmacie Italia’, ‘Le Stanze’, gli ‘Oggetti’ e comincia a fare la sua comparsa ‘l’ Isola dei Morti’ di Arnold Bocklin che negli anni Nunziante trasformerà nell’ isola dell’ amore come arcadia e luogo ideale dove rifugiare mente e spirito. Espone ancora a Firenze poi Lugano e Venezia due volte. Il nuovo millennio Nunziante lo accoglie con ‘Dimensioni Parallele’, esposto nel 2001 al museo Boussex-Meaux di Parigi nella mostra ‘Hommage A’ L’ile Des Morts’ accanto alle opere di Salvador Dalì e Max Ernst. In seguito ai tragici avvenimenti dell’ 11 settembre Nunziante dipinge ‘L’ Apocalisse’, nell’ opera la tragedia è contrapposta alla rinascita e Nunziante sfida la cronaca nera con il colore; il blu cobalto, il rosso di cadmio, il giallo cromo, i verdi, i viola e gli aranci, questi sono i nuovi colori di Nunziante che lo vedono nel primo decennio degli anni duemila dar vita a nuove visioni dove in alcuni momenti la metafisica cede il passo al surrealismo in opere come ‘La bellezza ci salverà’ e ‘Atto di Forza’. Il pensatore e la musa sono le icone che ci riportano al Nunziante classico (‘I dialoghi dell’ Amore’, ‘Tormento ed Estasi’) mentre ‘I viaggi nel tempo’ e gli ‘Onirici Veneziani’ ci ridanno il Nunziante metafisico più ispirato. Questo è anche il decennio delle grandi conferme, dei successi e dei riconoscimenti; espone a New York, Philadelphia, Londra, Parigi, Miami e Praga, le grandi antologiche nei musei di Torino e Roma, i record a Sotheby’s e il Premio Nazionale Culturale Torre di Castruccio medaglia d’oro per l’Arte, ma è l’ anno 2011 che lo consacra con la mostra ‘Nunziante dal Caravaggio’ a Castel Sismondo, dove Nunziante si ispira e si confronta con ‘L’estasi di San Francesco d’Assisi’ (Caravaggio, 1594 circa). Si rimane affascinati dal percorso all’ interno del castello tra le opere di Caravaggio, Gentileschi, Strozzi, Zurbaràn, Ribera, Van Dyck e Hals per poi arrivare a quelle di Nunziante. Con Caravaggio, il maestro riscopre la tavolozza del bitume, dell’ ocra e della terra di siena. Stessa tavolozza la ritroviamo anche nelle opere di Fiesole nella mostra ‘Bocklin, de Chirico, Nunziante’ che lo vede ancora presente con la storia dell’ arte. Una tappa personale al Chiostro del Bramante di Roma e poi Genova a Palazzo Ducale accanto a Van Gogh, Gauguin, Monet, Turner, Kandinsky, Wyeth e Homer dove Nunziante trova una nuova ed inedita gestione della materia e un ritorno ai colori complementari. Le opere delle quattro grandi mostre del 2011 sono ritenute tra le più alte della carriera del maestro. Tali capolavori più nuove opere conquistano la città di New York con la grande personale del 2012 a Soho dal titolo “Works”. All’inaugurazione tra vari personaggi di spicco della scena newyorkese è presente il Console Generale Italiano a New York, insieme al curatore della mostra Luca Tommasi scelgono cinque grandi opere per la sede del consolato esposte fino a giugno 2013. Altri due importanti successi segnano il 2013: i record price da Sotheby’s New York, con gli oli “Progetto per un viaggio ancora possibile” e “Atelier sul mare”, aggiudicati rispettivamente a 62.500 $ e 68.750 $.

Palazzo Medici Riccardi Firenze 

 

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